Tu i pregiudizi, loro la moda.

20:17:00

Il pettegolezzo è la forma d'arte per eccellenza.
Si sfodera nei momenti di nulla facenza, per fare due chiacchere, quattro risate e perchè volendo o non fa parte della vita; è una sorta di diritto inalienabile che ogni donna o uomo possa avere.
Il pregiudizio invece è ben diverso e di arte ha molto poco.
Si basa su argomenti dei quali nulla si sa e purtroppo fa anch'esso parte della vita. Al contrario del primo, se non ci fosse saremmo sicuramente in un mondo migliore.
Vi faccio un esempio :
Si dice che prima di giudicare si debba guardare, osservare, analizzare e via dicendo. Ma pensare che uno dei millemilastrappalacrimepseudolibrettichetantopoiesceilsole della D'urso sarebbe stato una cacata ancor prima di leggerlo non significa avere pregiudizi. No, perchè cosa ci si può aspettare da una che parte la diretta e : "ops, ma siamo collegati??", che manco Fiammetta è così squallida quando "presenta".
Esempio numero due :
Etichettare tutti gli uomini della moda come omosessuali oltre ad essere un immenso e insulso pregiudizio, è un oltraggiosa mancanza di intelligenza.


E' vero, si giudicano spesso le persone a partire dal loro modo di vestire. Si giudicano in base al gusto personale evidenziando quindi quanto quell'outfit sia - per noi - personalmente strano, brutto, poco consono oppure si "etichettano" in base allo stile ponendo l'attenzione sul tipo di musica che ascoltano, evidenziando che quel mood fa parte della corrente punk o che altro MA non si classifica una persona "Gay" solo perchè lavora nella moda o porta la clutch.
Tu porti le Hogan e lui la clutch, quindi!?
Sbaglio o dovrebbero essere gli altri a porsi due domande su di te Hogan(nato)?
In più..etichettare gli uomini come omosessuali suona un pò come definirli fuori dal coro, inutili : ti credo che lavora nella moda, è gay.
Dunque ricapitolando, le cose sbagliate sono :

1) Giudicare Gay chi si veste in un determinato modo -> pensa ad altro, tipo che ne so, se ti piace il colore dei suoi pantaloni e se la risposta è no, impegna il cervello per partorire nuovi pensieri magari con due braccia, due gambe, e venti dita.

2) Etichettare come Gay tutti quelli che lavorano nella moda -> te che lavori in un ufficio come che ne so, segretario, dovrei definirti figlio di papà perchè vai a lavoro con giacca e cravatta ogni santo giorno?

3) Etichettare i Gay -> sono persone come te, anzi migliori, con i tuoi stessi diritti, le tue stesse voglie di fare, lavorare, impegnarti : l'unica differenza è che hanno anche stile nel vestirsi, tu magari anzi sono quasi sicura non parli nemmeno pradese.

;)

Pensa, prima di parlare pensa.












Viva gli uomini della moda, GAY O NON! 

Giada.

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6 comments

  1. fantastici!
    francesca http://francescacioffi.wordpress.com/

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  2. Ma sai, alla fine il problema neanche si porrebbe se la parola "gay" non venisse ancora vista con un'accezione negativa anche da parte di quelli che lavorano nella moda. Cioè il fatto che uno qualsiasi abbia il dubbio che, vestendosi bene o lavorando nella moda, quella persona sia gay non dovrebbe allarmare nessuno. Tanto non l'ha chiamato ladro, l'ha chiamato gay. E non è mai successo che qualcuno che fosse stato soprannominato gay nonostante fosse etero poi non abbia rimorchiato ragazze, non abbia insomma avuto la sua vita da eterosessuale.

    Quindi per me sta gente può continuare a dire queste cose: siccome loro non cambieranno mai, è la gente che "subisce" che dovrebbe reagire con la semplicità di "grazie per il complimento ma sono etero". In questo modo la risposta può dare un contributo reale: se nessuno si sente minacciato da quella parola, nessuno mai la userà come minaccia nei confronti di un etero, che invece "difendendosi", non fa che aumentare questa connotazione.

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    1. Non è un discorso inteso ad evidenziare come chi venga etichettato "gay" solo perchè veste in un modo o lavora nella moda, non abbia poi un futuro, anzi, chi lo mette in dubbio questo!? Non io, non in questo post, nè in un'altra vita. Si tratta invece di una sorta di critica verso chi di pregiudizi ci vive come fosse pane quotidiano. Questo è il succo. E sia chiaro, non è che chiamare Gay qualcuno, implichi definirlo stupratore o ladro, come hai detto tu, è quanto più un fatto di principio : non esiste che una persona sia etichettata per quello che è o non è in base a delle futili osservazioni nate e morte allo stesso tempo. Tutto qui. :)

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    2. Scusa ma allora se l'etichetta gay non dovrebbe dar fastidio, e non dovrebbe impedire una normale vita a chi lavora nell'ambito della moda ed è etero, che senso ha il tuo ultimo punto "etichettare i gay"? Perchè, ripeto, il fatto che uno etichetta una persona come gay non diventa un problema se la persona che lo riceve, soprattutto se etero, la "vive" in modo sereno facendo comprendere al suo interlocutore (ignorante) che non è che gli sta dicendo una prolaccia.

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    3. Hai ragione, la penso come te! Mi sono espressa male nel post ma il pensiero concorda con il tuo ed è nel commento precedente a questo!! ;)

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