Boh, fai tu!

14:36:00

Tipo che oggi c'è il sole, finalmente. Tipo che ho dato e passato due esami in due giorni. E tipo che mi vanto di aver preso 29 e 30 considerando la clausura di queste ultime settimane. 
Tipo che in questa giornata ho intenzione di non fare niente di niente, l'unico sforzo che potrò sostenere sarà quello di dover scegliere arduamente tra lo smalto rosso e quello giallo o male che vada quale maglietta indossare stasera. Tipo che l'estate o chi per lei, più che avvicinarsi, si allontana e tipo che non so se sia un bene o un male. Nel primo caso gli studenti universitari avrebbero vita più facile, aprire i libri mentre fuori il diluvio universale ed il freddo che manco al polo nord travolgono la città è l'essenza del piacere stesso. Nel secondo caso, viene meno il gusto dello studio d'altro canto chi lavora sei giorni su sette può godersi i raggi ultravioletti dritti in faccia, tornando a casa come un pomodoro andato a male.
Sono sul terrazzo e sto ascoltando il nuovo Cd di Paul Kalkbrenner in vista del live show nei pressi di Viareggio. L'ultima volta per sentirlo ci siamo catapultati a Torino ma ogni tanto la ruota gira e quest'anno con uno schiocco di dita ce lo troveremo nelle orecchie a palla. Pisa-Viareggio dura il tempo di un soffio. Viva la ruota che gira allora.
E poi..poi il 9 Giugno trascino gambe e braccia nella capitale. Papa Francesco alla mattina e Blue alla sera. I Blue sono quel gruppo di cinque fighettini che nell'era preistorica hanno fatto sudare le madri e piangere le ragazzine in preda ad attacchi di panico alla sola vista di quei piccoli lord inglesi che con un paio di canzoni e collaborazioni giuste hanno conquistato il cuore e l'anima di molti. E si, me ne frego, io facevo parte di quelle "ragazzine" che creavano cataloghi con immagini e foto dei beneamati Blue Boy per poi ricoprirli di scritte tipo : Lee ti amo, sei la mia vita by GiadyRyanForever che nemmeno Justin Bieber si abbasserebbe a tanto. Ma io me li son goduti quegli anni. E viva l'adolescenza. Che non va ricordata come la presenza del primo di millemila brufoli sul viso che nemmeno il fantomatico Topexan riusciva a farti andar via. Non va ricordata come la crescita della prima peluria insulsa sia a maschietti che femminucce, che nei primi li faceva sembrare dei 40enni rimasti allo stato brado, e nelle seconde, delle piccole Ugly Betty versione donna baffuta mai piaciuta. E non va nemmeno ricordata come l'apparecchio ai denti che subito dopo aver mangiato, la tua bocca somigliava ad una zuppa fagioli, carote e prezzemolo. L'adolescenza va ricordata come quel periodo in cui la tua esistenza di senso ne aveva ben poco. Le uniche preoccupazioni erano ascoltare la musica dei cartoni animati ed imitare il lancio della pokeball di Ash, vestirsi abbinando colori che se l'arcobaleno fosse morto si rivolterebbe nella tomba, dare i primi bacetti al compagno di classe che se ora ci ripensi corri in bagno, dire stronzate su stronzate che nemmeno Beppe Grillo ad oggi e piangere disperatamente, fino a che il condotto lacrimale non fosse completamente prosciugato, per andare al concerto delle Lollipop, dei Blue, dei Finley e di tutti quei grandi gruppi che hanno fatto la storia della musica italiana ed internazionale. La goduria in persona. Evviva l'adolescenza. Dunque per rimembrare momenti solenni come questi passati, torno a sentirli a Roma. E non vedo l'ora, sarò sincera. Del resto chi in questo mondo finge di essere chi non è solo per omologarsi alla società, diciamo che non vale molto, quasi nulla, un pò come il film della Del Santo. inutile, insulso, privo di qualsiasi elemento critico possa sostenere un progetto cinematografico. Ecco, le persone che nell'I-pod ascoltano la Pausini e sui social postano ben altro, musica lontana miglia dai loro reali gusti, per dare un'impressione diversa, per far credere che siano chissà chi o per beccare ottomila "mi piace" perchè fa cool, allora ciao proprio, che te lo dico a fare. Se ti va la Pausini pubblica la Pausini, se ti va Lou Reed pubblica Lou Reed, se ti vanno le sigle di Cristina d'avena, tienitele per te. 
Ma insomma, vivi per come sei e non per come vorrebbero che tu fossi. 











Giada.

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